IL CIGNO DALLE PIUME D'ORO
In una meravigliosa villa, in riva al lago, viveva Simona, una simpatica ragazzina che amava moltissimo gli animali.
Avrebbe tanto desiderato averne qualcuno, non importa se piccolo o grosso, l'importante era avere qualcuno con cui giocare nell'immenso giardino.
Purtroppo la mamma non voleva, ci aveva provato tante volte, ma la risposta era sempre stata categorica.
Un giorno, mentre al solito giocava in giardino, udì dall'altra parte del muro delle urla e un grande sbattere d'ali. Le voci erano concitate.
"Prendetelo - gridava un uomo - non lasciatevelo scappare!". "Non preoccuparti - faceva eco un uomo sulla barca vicino alla spiaggia - non ci può sfuggire!".
Simona si avvicinò al muro di cinta per capire che cosa stesse succedendo, ed ecco, un meraviglioso cigno volò nel giardino e si andò a nascondere dietro un grosso cespuglio di rose. Le voci degli uomini erano ormai molto vicine, e Simona sentì chiaramente uno degli uomini dire: "È volato in questo giardino! E adesso, cosa facciamo?" e l'altro rispondere: "Cosa vuoi fare! È giorno, non possiamo entrare adesso. Torneremo con il buio!", e subito dopo tornò il silenzio.
Simona era un po' spaventata da questa situazione e non sapeva cosa fare. Correre dalla mamma e dirle tutto? e il cigno? la mamma l'avrebbe sicuramente mandato via!
Andò allora al cespuglio e vide il cigno ancora spaventato e tremante. "Vieni con me, piccolino - disse Simona - non aver paura. Adesso ti nascondo nel capanno degli attrezzi. Ma tu non devi farti vedere. Se ti vedono i cacciatori, o peggio, mia mamma, per te sono guai!". Così dicendo sistemò il cigno nel capanno ed uscì alla ricerca di un po' di cibo.
Passarono un paio di giorni e tutto sembrava procedere al meglio, quando una sera l'antifurto della villa suonò in piena notte, e la mamma, affacciatasi alla finestra, vide dei loschi figuri che volevano forzare il capanno degli attrezzi.
Chiamò subito la polizia ed illuminò tutta la casa ed il giardino, costringendo i banditi alla fuga. "Però che strano - pensava la donna - perchè proprio il capanno degli attrezzi? Devo andare a dare un'occhiata!". A quel punto Simona si vide scoperta e raccontò tutto alla mamma.
"Tu sapevi e non mi hai detto niente! - disse la mamma, molto arrabbiata - domani andremo al capanno e manderemo immediatamente via quell'uccellaccio! E speriamo che non torni nessuno a cercarlo!".
Il giorno successivo, Simona e la mamma erano al capanno; Simona era molto triste; sapeva di aver disubbidito alla mamma e sapeva anche che il suo bel cigno sarebbe dovuto andare via! Entrata nel capanno, la mamma prese un rastrello e mosse verso il cigno per farlo volare via, ma improvvisamente si fermò.
Il cigno infatti stava covando cinque magnifiche uova. La mamma non se la sentì di allontanarlo proprio ora, e così disse a Simona: "Aspetteremo che le uova si schiudano ed i pulcini crescano quanto basta per poter seguire la loro mamma".
Simona rispose con un grandissimo sorriso. La giornata trascorse tranquilla, ma di nuovo la notte, così come quella precedente, l'antifurto della villa suonò: qualcuno stava cercando di entrare nel giardino. "Ma cosa vorranno mai da noi questi malfattori - disse la mamma al signore della polizia accorso dopo la telefonata - e perchè sempre in giardino e non in casa!". "Non si preoccupi - disse il poliziotto - domani apposterò i miei uomini nel capanno. Vedrà che li prenderemo".
E così fu. La sera successiva i soliti furfanti entrarono nel giardino e riuscirono ad aprire il capanno degli attrezzi, ma la sorpresa fu grossa quando videro di fronte a loro i poliziotti con le armi in pugno che li aspettavano". E le sorprese non erano ancora finite: erano dei bracconieri, ed a casa di uno di loro trovarono un altro cigno, che consegnarono alla signora. "Ecco - disse la mamma a Simona - ora c'è anche il papà!".
Passarono alcune settimane, ed ormai nessuno voleva più ricordare lo spiacevole incidente dei bracconieri, anche se alla mamma rimaneva il dubbio sul perchè accanirsi così su quel cigno.
Finalmente, un giorno videro i due cigni uscire dal capanno con i cinque pulcini in fila indiana dietro di loro: era davvero uno spettacolo buffo e sia Simona che la mamma gioirono di quella visione. Ormai anche la mamma si era affezionata a questi simpatici animaletti, e l'idea che prima o poi sarebbero dovuti andare via, la rendeva un po' infelice.
Di questi pulcini, uno era il prediletto di Simona; si chiamava Lollo: giocava sempre con lei e spesso rinunciava ai bagni ed alle passeggiate con i suoi fratellini per poter stare con la ragazzina.
Giunse infine il giorno del distacco: i due cigni con i loro pulcini si avviarono verso il lago per poi partire verso altri lidi. Lollo però non ne volle sapere, e staccatosi dagli altri tornò a riva, così Lollo diventò l'inseparabile compagno di giochi di Simona.
Il tempo passò ed un giorno, invece del morbido e un po' goffo pulcino, Simona trovò in giardino uno splendido cigno dalla candida livrea: era semplicemente meraviglioso.
Ma ancor più stupefacente fu quello che mamma e Simona trovarono nel capanno degli attrezzi: le vecchie piume di Lollo infatti giacevano in terra ed erano tutte d'oro! Si, avete capito bene! erano d'oro!
A quel punto fu tutto chiaro: i bracconieri, le incursioni in giardino per catturarlo: Lollo ed i suoi genitori appartenevano a quella magica stirpe dei cigni dalle piume d'oro, e quei cattivoni l'avevano chissà come scoperto e volevano catturarli a tutti i costi.
Ma questa ormai era storia passata: adesso loro erano liberi, mentre Lollo era ormai uno di famiglia.